Il Richiamo delle Percussioni

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Perché “il Richiamo delle Percussioni?”
Credo proprio che abbiano qualcosa di magico e, dopo quello che mi è successo, ne ho avuta ulteriore conferma.
Avevo appena terminato di suonare con i Ciauda, a Nicolosi.
Scendo dal palco, smonto e inserisco in macchina la strumentazione (a mò di Tretris), un po’ di foto con amici (anche quello ci sta) saluto tutti, entro in macchina (stracarica) e con Luana ci dirigiamo verso casa.
Per la strada commentavamo la serata, ci siamo divertiti, bella piazza, bella gente, tutti che ballavano e chi rideva chi cantava…fantastico.
Mentre percorrevamo la strada di San Giovanni Galermo, ci imbattiamo in una discesona, bidoni della spazzatura sulla destra, e mentre parlo osservo….osservo…osservo….dico: “MA COS’E’ QUELLA???”
FRENO, RETROMARCIA, TORNO INDIETRO, SCENDO!
COS’ERA???? UNA PERCUSSIONE!!!
Pazzesco!!!
Mi ha talmente incuriosito che ho fatto delle ricerche.
E’ uno strumento a percussioni indiano, si chiama Mridangam e appartiene alla Famiglia delle Tabla.
Il suo nome è composto da due parole: “Mrid” (Argilla della Terra) e “Ang” (Corpo), infatti in passato questo strumento veniva realizzato con argilla indurita. Durante il corso degli anni si evolse ed iniziò ad essere realizzato con vari tipi di legno di incredibile durevolezza e, fin’oggi, il suo corpo viene realizzato con l’albero di Jackfruit (grande arbusto tropicale asiatico simile all’albero del pane) ed è composto da due membrane (pelli di capra o mucca) che, rispettivamente, producono, il primo, un suono più acuto e, l’altro, più grave.
Secondo voi gli strumenti hanno un’anima?? Secondo me…SI!
Dumà

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