La Marmellata aveva l’Etichetta

la marmellata aveva l'etichettaPenso e ripenso a cosa scrivere…

rifletto su una frase tratta dal brano “Perchè Piove” di Ciauda:
“La Marmellata aveva l’etichetta
qualcuno l’aveva presa
e non si vedeva più
quello che c’era dentro
è come un’etichetta
ci confonde questa mente
se pensiamo a quel che siamo
e a quello che non siamo più.”

Sembra strano pensare a quello che siamo stati, a ciò che abbiamo fatto, ai nostri comportamenti, alle persone che abbiamo conosciuto, frequentato, al cambiamento del nostro modo di fare, di pensare, di dire.
Mi viene in mente uno strano giochino che feci con delle amiche. Ci trovavamo a cena tutte insieme, avevamo già cenato, riso, scherzato, si parlava della nostra infanzia, dei ricordi, delle marachelle che combinavamo, delle esperienze fatte assieme… poi una di loro disse: “Perchè non facciamo un gioco? Prendiamo un foglio semplice, immaginiamo di dover immancabilmente scappare su un’isola deserta, dobbiamo prendere giusto 20 oggetti/persone, cose a cui teniamo, dobbiamo prenderle per forza e portarle con noi, ma devono essere massimo 20, non devono superare questo numero, e devono essere elencate in ordine di priorità.”
E così tutte noi iniziammo a scrivere uno sotto l’altro ciò che avremmo voluto immancabilmente portare con noi, che potevano essere i nostri genitori, o strumenti musicali, o roba da mangiare, la qualunque!
Poi, dopo aver terminato la “lista” di cose da portare via, sempre la mia amica disse: “Allora, leggetelo e rileggetelo, siete sicure di ciò che avete scritto?” noi annuimmo, e lei proseguì: “Adesso pieghiamolo e posiamolo nel portafogli, in borsa, dentro un quaderno, facciamo trascorrere un po’ di tempo, li riapriremo e rileggeremo alla prossima rimpatriata che faremo, sono troppo curiosa di sapere che succederà!”, e tutte “OK!”.
Sembrò strano, dati gli impegni di tutte, era sempre complicato rincontrarci e poter riorganizzare quella favolosa e divertentissima cenetta assieme, chi si era sposata, chi laureata, chi per lavoro non aveva mai tempo per organizzarsi, chi era diventata mamma…insomma, passarono 8 anni da quella volta….ma a distanza di tempo, riuscimmo a organizzarci, quindi ci sentimmo per telefono:
“Allora ragazze, ci state? ci vediamo sabato, tutte a casa mia, mi raccomando!”
Non vedevamo l’ora di rivederci, riconfrontarci, avevamo tante storie da raccontarci, cosa avevamo combinato in tutti questi anni? Come erano cambiati i nostri interessi? Le nostre priorità?
Quando ci rincontrammo, eravamo troppo felici di poterci riabbracciare, purtroppo da quella famosa cena, avevamo gradualmente smesso di rivederci, era cambiato un po’ tutto in noi…ad ogni modo, preparammo la cena e ci sedemmo a mangiare e, dopo aver cenato, finalmente, era giunto il momento di riaprire quel “giochino” scritto su un semplice foglio ormai ingiallito, pronte a rileggere quello che avevamo scritto, notammo come era cambiata la nostra scrittura, ma soprattutto le priorità che avevamo elencato…come eravamo cambiate, quante cose avevamo iniziato a fare da quella volta, come è stato emozionante leggerle ad uno ad uno, anche con un filo di commozione, chi leggeva con gli occhi lucidi che su quell’isola avrebbe portato la sua mamma o il suo papà, e rifletteva sul fatto che…una mamma o un papà, adesso, non ce li ha più….chi sorrideva pensando “Avevo scritto di voler portare con me i miei libri di Psicologia per continuare a studiare, quando invece, a distanza di tempo, è riuscita a terminare gli studi di Psicologia e aperto un Ambulatorio tutto suo, chi ancora è presa dallo studio, ma allena bambini a calcetto, chi si sarebbe dovuta sposare, e invece…
Insomma, eravamo cambiate in toto, pazzesco!
“Ok, ragazze, ci state se lo riscriviamo?”
Tutte: “CERTO!”
Abbiamo deciso di rivederci, vediamo che succederà…
A questo punto mi viene da pensare che noi dobbiamo essere sempre pronti/e ai continui cambiamenti della mente, del corpo, dello spirito, ma non dobbiamo mai perdere di vista noi stessi e soprattutto i nostri obiettivi, dobbiamo reagire alla vita, dobbiamo gioire, ridere, scherzare, essere sempre pronti ad andare avanti, dobbiamo svegliarci ogni giorno e dire “oggi ce la farò, oggi darò il meglio di me, perchè oggi è un giorno di sole, è un giorno pieno di me, e anche se tutto ciò che mi circonda cambierà, se le mie scelte saranno soggette a mutamenti, sbagliate o giuste che siano, se mi avvicinerò o allontanerò da qualcuno, io ce la farò, sarò sempre pronto/a a tutto, insomma…devo essere felice!”
Luana Malara

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