Sessualità e Identità Costruita

nuovo articoloLe donne sono vittime di una idea di bellezza culturale oppressiva commercializzata e patriarcale”, Scrive Freeman nel 1975.
Viviamo in una realtà in cui i paramenti utilizzati per definire l’identità delle cose si muovono su costruzioni continuamente influenzate da una complessa struttura contestuale: sociale, culturale, storica, genetica, biologica.
Attribuiamo continuamente alla realtà degli stereotipi in quanto schiavi del sistema in cui viviamo.
Viviamo una realtà in cui le percezioni che abbiamo di essa non sono altro che filtri della nostra personalità complessa.
I bambini nei campi dei rifugiati cambogiani alla frontiera con la Thailandia credevano che il riso crescesse sulla testa delle madri perchè le vedevano sempre coi sacchi di riso sulla testa per le nazioni unite e la sera si mangiava”.
Per Tiziano Terzani, l’idea di genere é costruita attraverso il linguaggio, le azioni, i comportamenti, il modo di vestirsi…
Come noi del mondo occidentale siamo convinti che le donne debbano giocare con le bambole e gli uomini con le macchinine, che il rosa definisce l’identità femminile e blu quella maschile, in Messico ed in Cile per esempio l’utero viene chiamato “taglio d’ascia” o “crepa” concezione malata tipica della società maschilista in quanto la donna viene considerata come un uomo castrato. Esistono ancora dei matriarcati, in India, Asia orientale, America centrale, che si basano sull’agricoltura della “madre” terra, e che sono lontani dai tortuosi rapporti di forza e le forme di classismo che dominano la società capitalistica occidentale. Le convenzioni che definiscono il gene umano non sono altro che strumenti oppressivi che limitano la libera espressione personale altrimenti non si spiega come possano variare da cultura a cultura, da paese a paese, da società a società.
Dobbiamo immaginare come se indossassimo degli occhiali di cui può variare il colore e che, quindi, vediamo le cose secondo una certa angolazione. Siamo ancora lontani dall’idea di libertà individuale senza discriminazioni di genere, sessualità, colore…ma non ci sarebbe un inizio senza la consapevolezza che essa esista in ognuno di noi, e che ciascuno proietti all’esterno le proprie deformazioni interiori. Dobbiamo acquisire consapevolezza delle nostre differenze. Non credo ci sia miglior modo per farlo se non partendo dalle forme piu’ pure di espressione umana come l’arte, la musica, la poesia e…l’Amore.

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